cima da conegliano

Di arte e di pittura… Cima da Conegliano!

Potremmo forse aprire questo blog con un post che non parli di Cima da Conegliano? Il pittore che dà il nome a questo portale di appassionati e di curiosi nasce e muore a Conegliano, ma trascorre la sua vita artistica nella meravigliosa Venezia, a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento.

Circondato e pervaso dalla fame d’arte di quella Italia che era fucina di artisti e personalità geniali, immerso nelle architetture ispiratrici di quella perla della nostra penisola che è Venezia, Cima da Conegliano poté esprimere tutto il suo autentico talento.

Un personaggio discreto, oltretutto, che ha limitato le parole spese sul suo conto alla sola arte pittorica. Non un personaggio, non un “urlatore dell’arte”, se mi concedete l’immagine, bensì un silente artista, un uomo che faceva parlare i suoi tratti e i suoi colori ben più della sua bocca.

D’altronde, è necessario partire dai paesaggi di Conegliano per poter comprendere fino in fondo l’arte di questo inafferrabile autore, insieme con i Maestri che hanno ispirato la sua tecnica: Giovanni Bellini, innanzitutto, ma anche Antonello da Messina. Le mostre dedicate a Cima da Conegliano, che spesso lo dipingono come un “Poeta del paesaggio”, permettono ai più giovani di conoscere un autore che altrimenti andrebbe perso nei libri di storia dell’arte i quali, nei licei di oggi, poco affrontano il suo talento.

Non voglio qui dilungarmi in un attacco ai programmi ministeriali di storia dell’arte, né voglio criticare la eccessiva e spesso immotivata selettività che colpisce certi insegnanti e docenti di questa materia. E anzi, è proprio anche per questo motivo che nasce questo blog, e che riconosciamo il compito (e, ammettiamolo, il merito!) a internet di insegnare a chiunque, soprattutto ai più giovani, lo spessore di autori spesso dimenticati, spesso relegati negli angoli ingialliti di libri sovraprezzo e sottocontenuto.

Come vedete in questo blog si divaga anche, si parla di pittura, di vita e di società, perché la pittura è un’arte che sa avvicinarsi alle persone e alla società in cui è immersa, e che da queste è rischiarata nella sua interpretazione e nella sua portata. Ma torniamo a lui, torniamo a Cima da Conegliano.

Torniamo al pittore e citiamo alcune delle sue opere, giusto per avere qualche coordinata pittorica per definirne la grandezza. La Madonna in trono col bambino fra angeli e santi! La statica perfezione della posizione dei suoi personaggi, e al contempo la inarrestabile carica dinamica dei loro movimenti, così arduamente trattenuti nei tratti e nei colori della tavola.

E cosa dire di Sant’Elena, col verde dei colli che si dispiega alle sue spalle, cornice naturale insieme al cielo alla silhouette stentorea della santa, aggrappata alla croce come a un’ancora di salvezza. E il Riposo durante la fuga in Egitto con i santi Giovanni Battista e Lucia? Qui l’occhio si perde nei mille dettagli che compongono la tavola, quasi che a ogni nuova osservazione il quadro cambiasse, si scoprisse, si rivelasse.

E voi, miei lettori cosa ne pensate? Datemi le vostri opinioni, i vostri pareri, le vostre sensazioni!