storia dentro la tela

La storia dentro la tela

Ogni quadro nasconde una storia. È chiaro? È ovvio? Certo, tanto da poter essere quasi paragonato a una vera e propria tautologia. Un quadro non è solo un miscuglio accatastato casualmente di immagini e di colori; ma al contempo, non è solo una giustapposizione di persone, eventi, luoghi e azioni singolarmente ben congegnate. Un quadro rivela una storia, un quadro racconta la storia!

Cosa c’è dietro il Bacio di Hayez? Possiamo forse dire che vi siano solo un uomo e una donna che si baciano? Sarebbe quantomeno una descrizione semplicistica e volgare. Perché l’uomo ha un piede sul gradino? Dove deve correre? Perché ha fretta?

Storie. Solo e semplicemente storie. Ecco tutto. Alcuni quadri sono più espliciti, e ci permettono di comprendere i tratti fondamentali della storia che nascondono senza alcuna necessità di immaginazione  e interpretazione.

Classicismo, soprattutto, e perfezione delle linee e dei colori. Invece, come manifestato nei più recenti indirizzi artistici, spesso e volentieri molti artisti hanno voluto rendere il più schematico e sintetico possibile il quadro, sulla tela ed entro la cornice, lasciando poi all’osservatore la possibilità di interpretare ogni singolo aspetto dello stesso e ricrearne la storia.

È evidente che ogni autore, e voi come loro, voi tra loro, si comporta in maniera differente, perché ha preferenze differenti. Al contempo però deve essere chiaro a tutti che l’importanza di una ideazione fantastica della storia dietro il quadro è un aspetto fondamentale dell’empito artistico stesso.

Non esiste un ritratto senza una storia. Certo, qui non stiamo parlando specificamente di nature morte e di pittura paesaggistica, nella quale indubbiamente un apporto a livello di storia e narrato viene chiaramente a mancare; o meglio, anche la pittura paesaggistica può avere una sua storia: cosa dire di un villaggio in fiamme? O di una visione post-apocalittica? E di palazzi ricoperti d’edera?

Però, e questo non si può negare, la storia vive soprattutto di persone e personaggi. Vi sono quadri che permettono di interrogarsi anche senza dover necessariamente ritrarre un’azione: la Monna Lisa di Leonardo da Vinci ritrae una donna in posa, eppure chiunque osservi questo quadro con attenzione non può esimersi dal porsi domande, domande e domande.

La criticità dell’arte non fa per voi? Lo capisco; non lo condivido a livello di gusto personale, pur se apprezzabilissimi tentativi sono visibili negli amatori pure su questo fronte, ma posso pienamente capirlo. Ciononostante, se mi permettete, il mio maggiore consiglio è proprio questo: inventate! Pensate alle storie e immergetele nei colori, buttateli sulla tela, fateli parlare! Generate!

Vi vogliamo un po’ cantastorie e poi tanto pittori: ecco, cantastorie e pittori. Cosa ve ne pare? È un’immagine che vi aggrada oppure vi sembra la cosa più stupida che voi abbiate mai sentito? Mi interesserebbe molto, proprio e soprattutto su questo argomento, sentire la vostra opinione: e magari sentire anche qualche vostra storia, qualche quadro che voi stessi avete dipinto dopo aver pensato o sentito o conosciuto o inventato una storia.

Voi datemi le vostre esperienze, e io vi restituirò qualcuna delle mie. Magari di poca importanza per voi, ma ottime per far crescere la discussione!